Una duplice liberazione

Facevo parte del corpo di spedizione britannico che nel 1940 si trovò assediato contro il mare, a Dunkerque, a causa della rapida avanzata dell’esercito tedesco. Non c’era modo di fuggire.

Ma in risposta a numerose preghiere, Dio permise che il mare si calmasse e molte navi e imbarcazioni di ogni genere potessero arrivare dall’Inghilterra e rimpatriare più di trecentomila uomini in poco tempo. Fu la mia prima liberazione.

Invocami nel giorno dell’avversità, io ti libererò e tu mi glorificherai. (Salmo 50:15)

Ma avevo bisogno di un’altra liberazione. Quando mi trovai di fronte alla morte, mi resi conto di non esservi per nulla preparato. Dio mi mostrava che dopo la morte avrei dovuto incontrarlo come Giudice. Sapevo che nella Bibbia è scritto:

Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:23)

Gridai a Lui, confessando i miei peccati e il mio urgente bisogno di un Salvatore. Il Signore Gesù esaudì la mia preghiera e mi salvò. Mi fece udire queste parole:

Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto, ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:11-13)

Così sono sfuggito alla morte del corpo, ma sopratutto a quella dell’anima e io la chiamo la mia “duplice liberazione”.

Anche se voi non siete esposti ad un pericolo imminente come lo sono stato io, forse, come me, avete bisogno di essere liberati dal giudizio dei vostri peccati. Non volete gridare a Dio per questo? Egli risponderà.

E, chiesto un lume, egli corse dentro, e tutto tremante si gettò ai piedi di Paolo e Sila; poi li condusse fuori e disse: «Signori, cosa devo fare per essere salvato?». Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua». (Atti 16:29-31)

S.G. Mayling

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