Riconoscete che l’Eterno è DIO; è lui che ci ha fatti e non noi da noi stessi; noi siamo il suo popolo e il gregge del suo pascolo. (Salmo 100:3)
L’esistenzialismo, illustrato da Sartre e da Camus, è quel movimento filosofico moderno che fa dell’esistenza dell’uomo il centro da cui dipende ogni cosa e al quale tutto ritorna.
Walter Percy, romanziere americano, n’era un accanito difensore. Ma, poco prima della sua morte nel 1990, sembra aver cambiato le proprie convinzioni.
In un’intervista ha riconosciuto quanto segue:
“In questa vita ci sono troppe tribolazioni… Arrivato alla fine dei miei giorni, non posso più affermare che la vita consiste nel fare dell’uomo il centro di tutto, credendolo capace di uscire dalle difficoltà con le sue sole forze, con l’aiuto della scienza, ma senza Dio. No, questa teoria non calza… La vita è un mistero e una gran gioia. Non bisogna aggrapparsi a niente di meno che al mistero infinito ed alla gioia infinita, ossia a Dio”.
Walter Percy avrà accettato, alla fine, Gesù come suo Salvatore? Dio solo lo sa, ma una cosa è certa: la sua ricerca l’ha indotto a riconoscere il valore eterno della relazione dell’uomo con Dio. Inoltre ha afferrato il carattere ingannatore di questa specie di religione che consiste nel porre l’uomo al di sopra di tutto, al posto che appartiene solo a Dio.
Quanto è giusto e buono riconoscere la posizione suprema di Dio! E riconoscere anche la nostra condizione di creatura, ma di creatura che può, per fede, aprirsi a Dio come a un Padre, per adorarlo con riconoscenza ed amore!
Farò mangiare ai tuoi oppressori la loro stessa carne, e si inebrieranno col loro stesso sangue come col mosto. Allora ogni carne riconoscerà che io, l’Eterno, sono il tuo Salvatore, il tuo Redentore, il Potente di Giacobbe». (Isaia 49:26)




