Una pecora perduta

Io vi dico che allo stesso modo vi sarà in cielo più gioia per un solo peccatore che si ravvede, che per novantanove giusti che non hanno bisogno di ravvedimento. (Luca 15:7)

Un uomo ha cento pecore, ma una di esse si perde. Subito, egli lascia le altre novantanove e va a cercare la perduta “finché non la ritrova”. Allora, tutto contento, la riporta sulle sue spalle. Arrivano a casa, chiama gli amici e i vicini per renderli partecipi della sua gioia.

La pecora perduta è l’immagine dell’uomo senza Dio, perduto nel male, il più delle volte inconsapevole della sua triste condizione. L’uomo che cerca la pecora è Gesù Cristo, il “buon Pastore” (Giovanni 10:11). Le spalle, del pastore sono la figura della sicurezza e della forza che troviamo in Lui. Gli amici e i vicini rappresentano gli altri credenti, come pure gli angeli di Dio, che si rallegrano del fatto che un peccatore si sia pentito.

Quale credente potrebbe dire di essere andato incontro al Signore con le sue proprio forze? Nessuno, perché è il Signore che è venuto incontro a noi, sia tramite un testo biblico che ci ha colpito, sia grazie a una frase che abbiamo udito da un credente, sia per mezzo di un avvenimento particolare … Gesù è venuto a cercarci. Ci siamo lasciati trovare?

Il suo scopo è di salvarci e introdurci un giorno con Sé nella casa del Padre. Per questo motivo ha dato la Sua vita, come un pastore che ama le Sue pecore. Risuscitato e vivente in cielo, ora conduce i Suoi, facendo loro sperimentare, ogni giorno, la Sua grazia e le Sue cure.

Questo buon Pastore vuole condividere la Sua gioia con degli altri ancora. E tu sei uno dei questi!

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