Accettare le offese

Ma io vi dico: Non resistere al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra, e se uno vuol farti causa per toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. E se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. (Matteo 5:39-41)

Ogni individuo è portato a fare sempre e unicamente il minimo indispensabile. Gesù insegna un metodo nuovo, e una maniera migliore di agire nei confronti dei nostri simili. Non dice solo di fare il proprio dovere, ma di andare oltre.

Non è, certamente, un dovere porgere l’altra guancia a chi ci percuote o dare il vestito a chi vuole il mantello e fare un secondo miglio con chi ci costringe.

In conclusione! I suoi discepoli avrebbero dovuto agire così! Quello di Gesù è un discorso inaccettabile… direbbe qualcuno, ma “l’amore” vero, predicato anche dall’apostolo Paolo è questo.

L’amore è paziente, è benigno; l’amore non invidia, non si mette in mostra, non si gonfia, non si comporta in modo indecoroso, non cerca le cose proprie, non si irrita, non sospetta il male; non si rallegra dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità, tollera ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. (1 Corinzi 13:4-7)

Oltre a ciò, prendiamo esempio del nostro modo di agire verso i propri figli: siamo pronti, addiritura, a farci privare di tutto…

Non c’è vero spirito cristiano se cerchiamo di reagire e difenderci dalle offese e dalle calunnie. Ogni volta che rivendichiamo i nostri diritti non agiamo come vuole Gesù. Il credente farà, sempre, in modo che Gesù venga onorato, e avrà il privilegio di soffrire per Cristo; perché è il Suo onore che è in gioco, non il nostro.

Non aspettiamoci mai amore e giustizia dalgi altri, ma piuttosto cerchiamo di mostrarlo noi a loro.

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