Ma se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberamente senza rimproverare, e gli sarà data. (Giacomo 1:5)
Un bambino di quattro anni chiede con insistenza di apparecchiare la tavola per gli ospiti. Con tutta la sua buona volontà, impugna un cucchiaio di porcellana cinese.
“Attento, è molto fragile”! La mamma fa appena in tempo a dirlo, che egli inciampa, il cucchiaio gli sfugge di mano e si frantuma. Il bimbo scoppia subito in lacrime e sembra inconsolabile: desiderava fare le cose proprio per bene!
Invece di rimproverarlo, la mamma, va a prendere la salsiera appaiata al cucchiaio e, asciugandogli le lacrime, gli dice: “Tieni, ma fa molta attenzione e portala in tavola”. Il bimbo, con una mano prende la salsiera e con l’altra prende la mano della mamma per farsi accompagnare in sala da pranzo.
Che lezione e che esempio per ciascuno di noi! Quante cose vanno in pezzi nelle nostre vite, spesso per colpa nostra! Dio, più che rimproverarci per la nostra mancanza di saggezza, vuole che prendiamo coscienza del bisogno che abbiamo di lui.
Per mezzo del sacrificio di Cristo Egli ha provveduto al perdono dei nostri peccati, siano essi stati commessi prima o dopo la nostra conversione. Se siamo dei credenti, non abbiamo più nulla da temere perché abbiamo accettato il perdono di Dio.
Ma se avvolte ci accade di ricadere negli stessi errori, confessiamogli subito la nostra insufficienza e la nostra incapacità, come pure la nostra infedeltà, e affidiamoci al Signore e alla sua onnipotenza.
Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; per la tua grande compassione cancella i miei misfatti. (Salmo 51:1)
Egli ci rialzerà dalle nostre sconfitte. Per vivere felici e per piacergli basterà afferrare la mano che egli ci tende.



