Poi DIO disse: «Faccia la terra germogliare la verdura, le erbe che facciano seme e gli alberi da frutto che portino sulla terra un frutto contenente il proprio seme, ciascuno secondo la propria specie». E così fu. (Genesi 1:11)
Il racconto della creazione, all’inizio della Genesi, scritto da Mosè, è magnifico nella sua semplicità. Esso ci rivela le grandi tappe concepite e realizzate dal Creatore.
La prima forma di vita nel mondo è di ordine vegetale. Il racconto biblico non descrive la straordinaria ricchezza e la bellezza della flora terrestre, ma attira la nostra attenzione sulla presenza del seme della vita.
Questo fatto, pur considerato come un fenomeno naturale, non è di per sé un grande mistero?
Le scoperte della scienza moderna ne fanno risaltare la complessità ma non possono svelarne il segreto.
In verità, in verità vi dico: Se il granel di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto. (Giovanni 12:24)
La Parole del Signore descrive la trasformazione del seme, rilevando parecchi aspetti:
- Il granello di frumento può rimanere intatto; è portatore di vita, ma può rimanere solo, senza produrre nuove piante.
- Bisogna che esso cade in terra e muoia per dar vita a una nuova pianta portatrice di frutto.
- Se il granello di frumento muore, come risultato c’è “molto frutto”, molti granelli che hanno la stessa natura.
Creando le piante che portano frutto, Dio ha voluto porre concretamente davanti agli uomini il principio che tante persone ritengono incredibile: la comunicazione della vita attraverso la morte.
Quando Gesù parlava del granello di frumento, annunciava che lui, il Figlio di Dio che aveva in se stesso la vita e la potenza di comunicarla, doveva morire per dare la vita, la vita eterna, a una moltitudine di riscattati.
Infatti come il Padre risuscita i morti e dà loro la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole. (Giovanni 5:21)
Poiché, come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso; e gli ha anche dato l’autorità di giudicare, perché è il Figlio dell’uomo. (Giovanni 5:26-27)
Chiunque crede in lui riceve la vita eterna.



