Uomo o animale?

Infatti le sue qualità invisibili, la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. (Romani 1:20)

Per molti non credenti il fatto è acquisito: l’uomo discende dagli animali, così come la vita dalla materia e la materia discende da… da che cosa?

Qui ci si ferma, non sapendo cosa aggiungere. Come deve agire il credente davanti a queste affermazioni?

La Bibbia non è un trattato di scienza, tuttavia essa enuncia dei principi che superano la scienza. Essa rivela che tutte le cose sono il risultato della volontà di Dio e dei suoi potenti interventi nella creazione.

Il credente accetta ciò con riconoscenza e adorazione, anche se la Bibbia, che rivela il “perché” delle cose, non spiega sempre il “come”. La scienza s’impegna a capire il “come”, ma non è in grado di analizzare gli interventi di Dio.

Con umiltà, il credente può dunque affermare che gli esseri viventi non si sono formati da soli secondo qualche processo discutibile e non provato. Egli conosce queste cose per mezzo della fede nella Parola di Dio, ma anche perché si tratta di una conclusione semplice, evidente per chi riflette.

Nonostante la sua parentela biologica con il resto della natura, l’essere umano è stato creato a immagine di Dio, con uno spirito che lo mette in grado di entrare in relazione con il suo Creatore.

Essendo dunque noi progenie di Dio, non dobbiamo stimare che la deità sia simile all’oro o all’argento o alla pietra o alla scultura d’arte e d’invenzione umana. (Atti 17:29)

Egli è stato creato a immagine di Dio, ben distinto da un animale, e responsabile davanti a Dio. Egli e anche un essere decaduto che ha perso la sua posizione primitiva e che può degradarsi profondamente.

Ma l’essere umano può anche acquisire, per la grazia di Dio e per fede in Lui, la più alta dignità: diventare un figlio di Dio.

Egli è venuto in casa sua, e i suoi non lo hanno ricevuto, ma a tutti coloro che lo hanno ricevuto, egli ha dato l’autorità di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà di uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:11-13)

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