Quando il timone cambia di mano

Si sa che l’accesso delle navi nei grandi porti marittimi è regolamentato. E’ obbligatorio che sia un pilota locale a prendere il timone per attraccare alla banchina, perché è lui che conosce tutti i particolari del suo porto.

E’ interesse del capitano lasciargli il timone; evita preoccupazioni, ritardi e anche – chi lo sa – i rischi di incagliarsi o di naufragare.

Così dice l’Eterno, il tuo Redentore, il Santo d’Israele: «Io sono l’Eterno, il tuo DIO, che ti insegna per il tuo bene, che ti guida per la via che devi seguire. (Isaia 48:17)

E’ facile applicare questa figura alla nostra vita cristiana, all’abbandono della nostra volontà personale per affidare al Signore Gesù la guida della nostra vita.

Non dobbiamo però aspettare di essere sul punto di attraccare per affidare la direzione della nostra “barca” al grande Pilota. Fin da ora, permettiamogli di farsi carico di noi per guidarci al porto.

Allora la sua volontà si sostituisce alla nostra; il timone cambia mani.

Ormai è Cristo che dirige la mia vita e non sono più io; lui guida la mia barca affidata alla sua volontà, per la sua gloria e per il mio bene. Posso diventare nella sua mano uno strumento docile e utile che lui maneggia con amore.

La mia persona, il corpo, l’anima, la vita affidati e abbandonati a Gesù, sono liberati dalle esigenze dell’io. Gesù avrà cura di noi anche attraverso la malattia, le preoccupazioni, i problemi di ogni tipo.

Fammi sentire la tua benignità al mattino, perché io confido in te; fammi conoscere la via per la quale devo camminare, perché io elevo la mia anima a te. Liberami dai miei nemici, o Eterno, in te mi nascondo. Insegnami a fare la tua volontà, perché tu sei il mio DIO; il tuo buon Spirito mi guidi in terra piana. (Salmo 143:8-10)

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