Dialogo con la mia anima

 

Perché, anima mia, – ti abbatti nel dolore?

Non è forse il Signore – l’Amico veritier?

Eleva a lui lo sguardo, – Ei vuole liberarti;

potrebbe mai lasciarti? – Oh no, tu non temer!

 

Se fra le nubi oscure – mi affanno, senza luce,

se al fuoco conduce – il saggio Affinator,

se vuole che la fornace – traversi, o l’acqua fonda,

sul Salvator si fonda – la pace del mio cuor.

 

Perché dovrei temere? – Nè Satana né il mondo

da tanto amor profondo – mi posson separar,

le braccia sue potenti – mi tengon sempre stretto,

e qui, sopra il suo petto, – chi mi verrà a turbar?

 

Qui, l’amor tuo sublime, – Gesù mio Salvator,

ricolma questo cuore, – rinforza la mia fé.

Nei giorni miei terreni, – se ancor la prova dura,

l’anima mia sicura – s’acquieti solo in te!

 

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