Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio; la sua fedeltà ti sarà scudo e corazza. (Salmi 91:4)
Come la chioccia veglia sulla sua covata, coprendo i pulcini con le piume e riparandoli sotto le sue ali al minimo pericolo, così il Signore vuole non solo proteggere, ma confortare, consolare.
Poiché così dice l’Eterno: «Ecco, io farò giungere a lei la pace come un fiume e la ricchezza delle nazioni come un torrente che straripa, e voi sarete allattati, sarete portati sui suoi fianchi e accarezzati sulle sue ginocchia. Come una madre consola il proprio figlio, così io consolerò voi e sarete consolati in Gerusalemme. (Isaia 66:12-13)
Dio non è lontano o indifferente. Vuol dare piena sicurezza a chi confida in lui, fargli sentire la dolcezza della sua presenza.
Gerusalemme, Gerusalemme, che uccidi i profeti e lapidi coloro che ti sono mandati! Quante volte ho voluto raccogliere i tuoi figli come la gallina raccoglie i suoi pulcini sotto le ali, e voi non avete voluto! (Matteo 23:37)
Certo, si può respingere questa protezione, cercare di cavarsela da soli, rifiutare d’ascoltare Dio. Ma quando si sono esaurite tutte le risorse umane, quando si è toccato il fondo, che cosa rimane?
Da parte nostra, nient’altro che un amaro senso di debolezza, una costatazione dolorosa di fallimento e un cuore indurito…
Ma, da parte di Dio, finché dura il giorno della grazia, c’è sempre la stessa chiamata, il desiderio di vederci ritornare a lui, per il nostro bene eterno.
Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo. (Matteo 11:28)



