Alla fine della sua vita movimentata, il re Davide rendeva questa testimonianza:
Io sono stato fanciullo ed ora sono divenuto vecchio, ma non ho mai visto il giusto abbandonato, né la sua progenie mendicare il pane. (Salmi 37:25)
Però Gesù Cristo, il Giusto per eccellenza, lo è stato. Questo abbandono da parte di Dio è un atto unico, senza precedenti, un mistero che non possiamo capire, ma che ci parla seriamente.
Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della legge, essendo diventato maledizione per noi (poiché sta scritto: «Maledetto chiunque è appeso al legno»), affinché la benedizione di Abrahamo pervenisse ai gentili in Cristo Gesù, perché noi ricevessimo la promessa dello Spirito mediante la fede. (Galati 3:13-14)
Alla croce, da quelle tenebre, s’è alzato il grido di Gesù:
Verso l’ora nona, Gesù gridò con gran voce dicendo: «Elì, Elì, lammà sabactanì?». Cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?». (Matteo 27:46)
Quel grido ci stringe il cuore. Ci fa capire che Dio non minimizza la nostra colpevolezza e non scusa il nostro peccato; anzi, lo prende talmente sul serio che ha dato nientemeno che il proprio Figlio per farsene carico e cancellarlo.
L’abbandono del suo Figlio Gesù ci rivela la santità di Dio, che non sopporta di vedere il male.
Tu hai gli occhi troppo puri per vedere il male e non puoi guardare l’iniquità. Perché stai a guardare quelli che agiscono con frode, e taci quando il malvagio divora chi è più giusto di lui? (Abacuc 1:13)
Ma questo ci dimostra anche il suo amore.
Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? (Romani 8:32)
Il Signore Gesù ha accettato di prendere su di sé la nostra condanna e ne ha subito il castigo divino; questo dimostra quanto ci ama.
Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. (Giovanni 10:17)



