Il Signore conosce i suoi

Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché io sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. (Giovanni 6:37-38)

Nel 1913 un giovane francese partì per il servizio militare, in una caserma di Lione. Era stato cresciuto in una famiglia cristiana di un piccolo paese della valle del Rodano. Aveva udito l’Evangelo, ma non l’aveva ricevuto nel cuore.

Dotato di un temperamento gentile e affabile, era molto apprezzato da tutti i suoi conoscenti. I suoi genitori erano tristi al pensiero che avesse lasciato la famiglia senza possedere ancora Gesù Cristo come Salvatore, ma lui era contento di trovarsi in una grande città. Le sue lettere traboccavano di entusiasmo.

Ma un giorno arrivò una lettera dalla caserma con una notizia preoccupante: il ragazzo si era ammalato di una grave forma di scarlattina.

Questa malattia, a quei tempi, si curava già abbastanza bene, ma un giorno un breve scritto li informò che il malato aveva avuto delle forti emorragie ed era in pericolo di vita.

Il giorno dopo ricevettero dal figlio una lettera che li sconvolse: diceva che avrebbe potuto morire da un giorno all’altro, ma che Gesù era il suo Salvatore e sarebbe andato presso di lui. Sarà magnifico, scriveva.

Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce; voi, che un tempo non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia. (1 Pietro 2:9-10)

I genitori allo stesso tempo commossi e rassicurati, presero il primo treno per Lione, e arrivarono in tempo per udire dal figlio poche parole di felicità mentre esalava l’ultimo respiro.

Una dipartita molto rapida, certamente; ma ammiriamo il lavoro di Dio in un’anima che, in pochi giorni, è passata dalle tenebre alla sua meravigliosa luce, per l’eternità.

Tuttavia il saldo fondamento di Dio rimane fermo, avendo questo sigillo: «Il Signore conosce quelli che sono suoi», e: «Si ritragga dall’iniquità chiunque nomina il nome di Cristo». (2 Timoteo 2:19)

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