O Eterno, che cosa è l’uomo perché te ne curi, o il figlio dell’uomo perché tu ne tenga conto? (Salmi 144:3)
Per natura, l’uomo è nemico di Dio, in ribellione aperta contro di lui e, di conseguenza, condannato da lui. E’ morto nelle colpe e nei peccati, schiavo di Satana e del peccato, cieco quanto ai suoi veri interessi, sordo ai richiami di Dio.
Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. (Efesini 2:1-3)
Eppure una tale creatura può diventare l’oggetto dell’amore di Dio, il riscattato dal sangue di Cristo, l’abitazione dello Spirito Santo!
Sì; l’uomo è stato scelto, così com’è, per ereditare la salvezza. Gesù Cristo è venuto nel mondo per salvare l’uomo e lo Spirito Santo può rigenerarlo. E allora l’uomo è purificato e giustificato.
Oh, grazia stupefacente! Misericordia incomprensibile! Dio ha consentito veramente di amare un tale essere? Ascolta la sua risposta:
Tutte queste cose le ha fatte la mia mano e tutte quante sono venute all’esistenza, dice l’Eterno. Su chi dunque volgerò lo sguardo? Su chi è umile, ha lo spirito contrito e trema alla mia parola. (Isaia 66:2)
Dunque, l’unica condizione perché Dio possa agire così in favore dell’uomo è che l’uomo riconosca di essere peccatore, di meritare il giusto giudizio di Dio, e metta la sua fiducia nel sacrificio redentore di Cristo in suo favore.



