La vera malattia universale

Anche se il fico non fiorirà e non ci sarà alcun frutto sulle viti, anche se il lavoro dell’ulivo sarà deludente e i campi non daranno più cibo, anche se le greggi scompariranno dagli ovili e non ci saranno più buoi nelle stalle, esulterò nell’Eterno e mi rallegrerò nel DIO della mia salvezza. (Abacuc 3:17-18)

Indubbiamente in questi ultimi decenni molti progressi sono stati fatti nella lotta contro le malattie, ma nel frattempo sono comparse nuove patologie e, nonostante i grandi mezzi finanziari impiegati per combatterle, i risultati sono modesti.

L’uomo malgrado tutte le risorse della scienza, deve constatare che non riesce a controllare l’equilibrio biologico della terra.

Dove mettere le nostre speranze? Chi può gestire la terra? Soltanto Dio, che l’ha creata perché fosse abitabile. A suo tempo Egli saprà far rivivere la natura, dopo aver esercitato il suo giudizio su un mondo empio che non tiene conto di lui e delle sue leggi.

Infatti il desiderio intenso della creazione aspetta con bramosia la manifestazione dei figli di Dio, perché la creazione è stata sottoposta alla vanità non di sua propria volontà, ma per colui che ve l’ha sottoposta, nella speranza che la creazione stessa venga essa pure liberata dalla servitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. (Romani 8:19-21)

Nell’attesa, il credente può trovare un vero riposo soltanto nella fede. Mettendo la sua fiducia in Dio, s’impegna a vivere sobriamente nel mondo, ben sapendo che la sua vera patria è nel cielo, là dove si trova il Signore Gesù, suo Salvatore, che presto ritornerà sulla terra.

Dio offre oggi a tutti quelli che credono in Gesù Cristo, gratuitamente, il perdono dei loro peccati. E’ la guarigione dal male più terribile che non risparmia nessuno: il peccato.

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