La scatola e la moneta

E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella geenna. (Matteo 10:28)

Una ragazza confidava ad un’amica credente il suo timore di essere perseguitata se avesse scelto di seguire Gesù Cristo.

“Guarda”, le rispose quest’ultima, mostrando una scatoletta di plastica vuota nella quale lasciò scivolare una moneta.

“La scatola è come se fosse il tuo corpo e la moneta la tua anima. Cosa accadrà alla moneta se rompo la scatola?

Niente, essa non verrà danneggiata.
– E se la getto nel fuoco?
– La scatola fonderà, ma la moneta no.
– E qual è il più importante dei due oggetti?
– Sicuramente la moneta.
– Così tu puoi affidare il tuo corpo e la anima a Gesù giorno per giorno. Il tuo corpo potrà essere ferito e un giorno morirà. Ma la parte più importante, la tua anima, non morirà mai.”

Quanto scegliamo Gesù come nostro Salvatore e Maestro, nulla potrà separarci da lui.

Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? Come sta scritto: «Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello». Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 8:35-39)

Non lasciamoci prendere dall’ansia per il domani. Forse non dovremo affrontare la minaccia di persecuzioni, ma incidenti, malattie o invalidità dovute all’età avanzata, un giorno o l’altro ci raggiungeranno. Ma tutto sarà sotto il controllo di un Dio amorevole e potente.

E se l’aspetto fisico del nostro corpo si degrada, il nostro essere spirituale può sempre trarre conforto nella nostra relazione personale con il Padre celeste che dona pace e certezza anche nelle circostanze avverse.

Allora potremo capire e realizzare quell’apparente contraddizione espressa dall’apostolo Paolo.

Ma egli mi ha detto: «La mia grazia ti basta, perché la mia potenza è portata a compimento nella debolezza». Perciò molto volentieri mi glorierò piuttosto delle mie debolezze, affinché la potenza di Cristo riposi su di me. Perciò io mi diletto nelle debolezze, nelle ingiurie, nelle necessità, nelle persecuzioni, nelle avversità per amore di Cristo, perché quando io sono debole, allora sono forte. (2 Corinzi 12:9-10)

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