Quando è Dio ad invitarci

Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. (2 Corinzi 5:20)

Immaginiamo che Dio ci inviti ad una grande cena, grande a motivo di colui che riceve, grande in considerazione del numero degli invitati, grande per l’abbondanza che mette a disposizione, grande infine per il prezzo che gli è costata.

Chi sarà presente a questa cena? Ci sarà qualcuno così sciocco da rifiutare l’invito?

Eppure, è proprio ciò che capita quando nella parabola il padrone di casa manda il suo servitore a chiamare gli invitati.

Allora Gesù gli disse: «Un uomo fece una gran cena e invitò molti; e, all’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, perché è già tutto pronto”. Ma tutti allo stesso modo cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un podere e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. E un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro ancora disse: “Ho preso moglie e perciò non posso venire”. Così quel servo tornò e riferì queste cose al suo signore. (Luca 14:16-21)

Ognuno cita degli interessi legittimi, lavoro o famiglia, cose in cui non c’è niente di male; si tratta comunque di ostacoli che impediscono di rispondere all’invito di Dio.

I primi invitati, disprezzando la cena hanno disprezzato colui che la offriva.

Allora il padrone di casa, pieno di sdegno, disse al suo servo: “Presto, va’ per le piazze e per le strade della città, conduci qua i mendicanti, i mutilati, gli zoppi e i ciechi”. Poi il servo gli disse: “Signore, è stato fatto come hai comandato, ma c’è ancora posto”. Allora il signore disse al servo: “Va’ fuori per le vie e lungo le siepi e costringili ad entrare, affinché la mia casa sia piena. Perché io vi dico che nessuno di quegli uomini che erano stati invitati gusterà la mia cena”». (Luca 14:21-24)

Rifiutato dai Giudei, Dio si è rivolto a quelli che erano più lontani da lui, indegni e disprezzati, che non avevano alcun diritto. Vuole farli partecipare alla sua cena.

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento. (2 Pietro 3:9)

Dopo duemila anni, c’è ancora posto! Il prezzo dei posti è stato pagato molto caro dal Figlio di Dio stesso, quando è morto sulla croce.

Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: «È compiuto». E, chinato il capo, rese lo spirito. (Giovanni 19:30)

E Tu? Sarai presente alla grande cena di Dio?

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