Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue e il perdono dei peccati. (Colossesi 1:13-14)
Come ha fatto notare uno scrittore, “l’arte di essere nonno si scopre visitando con il bambino il suo mondo immaginario”. Per lui un sasso o un pezzo di legno si trasformano, animando avventure in cui vive, ride, parla e persino soffre.
E’ capace d’immaginare e di considerare l’invisibile. Però è importante dargli dei punti di riferimento: ha bisogno di capire il limite tra reale e fantastico.
Per questo è di vitale importanza aiutarlo a fare la distinzione tra i racconti inventati e quelli della Bibbia, che invece sono veri. Le favole sono sempre esistite, ma oggi è sorprendente la diffusione sempre più ampia dei racconti di magia, che promuovono l’idea che l’uso della magia non abbia conseguenze negative.
La Bibbia ci svela l’esistenza del mondo delle tenebre. Gli esseri che l’abitano non sono una finzione. La Parola di Dio ci ricorda che Gesù Cristo è venuto per liberarcene e per introdurci nel suo regno dove tutto è luce.
Forse siamo genitori, nonni a cui sono affidati dei figli: chiediamoci semplicemente se è opportuno sviluppare in loro il senso dell’orrore e abituarli a ciò che è mostruoso. Non è meglio, per loro come per noi, essere occupati di quello che è buono, giusto e puro?
Quanto al rimanente, fratelli, tutte le cose che sono veraci, tutte le cose che sono oneste, tutte le cose che sono giuste, tutte le cose che sono pure, tutte le cose che sono amabili, tutte le cose che sono di buona fama, se vi è qualche virtù e se vi è qualche lode, pensate a queste cose. (Filippesi 4:8)
Dunque non riteniamoci costretti a seguire la moda attuale; è nostra responsabilità vegliare su quello che i giovani leggono o guardano perché la loro mente non assorba veleni mortali.



