Un autore contemporaneo scrive: “Con il passare degli anni, tra i cristiani, s’è sviluppato il pensiero che la loro chiamata sia di stare vicino agli altri, sensibili ai loro bisogni ed alle loro necessità.
Ma, leggendo la Bibbia, vediamo che il primo pensiero di Gesù era di essere obbediente al Padre e di vivere costantemente alla sua presenza. Così poteva compiere presso gli uomini quello che il Padre gli chiedeva”.
Noi che diciamo di volere seguire Gesù, dobbiamo ricercare innanzi tutto la sua compagnia, vivere vicini a lui e tenere conto, in ogni momento, del fatto che è lì, che interviene, che risponde …
Allora, quando sopraggiungeranno le difficoltà e le tentazioni, ci sentiremo protetti da questa presenza d’amore. Solo così potremo essere anche attenti, premurosi, aperti verso quelli che ci stanno accanto.
Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga sono quelli che mi consolano. (Salmi 23:4)
La mattina, al risveglio, sovente siamo assaliti dagli impegni della giornata. Possa il nostro primo compito consistere semplicemente nel metterli per un momento da parte, e rivolgerci a Dio con la preghiera, ascoltarlo leggendo la sua Parola, la Bibbia. Allora la nostra vita sarà più forte, più tranquilla, per tutta la giornata.
E se talvolta, durante il giorno, ci rendiamo conto di avere, per così dire, lasciato andare la mano del Signore Gesù, che possiamo immediatamente ritornare a lui con una preghiera, anche se breve e silenziosa. Egli risponderà, perché lui non ci lascia mai.
Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen». (Matteo 28:19-20)



