Benedetto sia Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre delle misericordie e il Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, per mezzo della consolazione con cui noi stessi siamo da Dio consolati, possiamo consolare coloro che si trovano in qualsiasi afflizione. (2 Corinzi 1:3-4)
Nei confronti dei credenti, il diavolo scatena a volte il suo furore e si manifesta come un “leone ruggente”, ma noi troviamo nelle Sacre Scritture dei potenti incoraggiamenti. E se anche Satana si presenta come un “serpente” seduttore, è ancora la Parola divina che ci renderà capaci di scoprire le sue insidie.
E’ vero che a volte gli ordini di Dio ci sembrano misteriosi, soprattutto quando si oppongono ai nostri pensieri e ostacolano i nostri piani. Un discepolo sottomesso e ubbidiente non gli chiede: Perché devo fare questo? Anzi, chiede: Signore, che cosa vuoi che io faccia?
Il Signore non ci ha mai detto che non incontreremo delle tempeste, ma ci assicura il suo amore e il suo aiuto.
Il lago doveva essere calmo, quando alla fine della giornata, i discepoli s’imbarcarono per ordine di Gesù. Avevano mangiato del pane, da lui miracolosamente moltiplicato, seduti sull’erba verde.
Allora egli ordinò loro di farli accomodare tutti, per gruppi, sull’erba verde. Così essi si sedettero in gruppi di cento e di cinquanta. Poi egli prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, li benedisse; quindi spezzò i pani e li diede ai suoi discepoli, perché li distribuissero loro; e divise pure i due pesci fra tutti. Mangiarono tutti a sazietà. E raccolsero dodici ceste piene di pezzi di pane e di resti dei pesci. Or coloro che avevano mangiato di quei pani erano cinquemila uomini. Subito dopo Gesù costrinse i suoi discepoli a salire nella barca e precederlo all’altra riva verso Betsaida, mentre egli licenziava la folla. (Marco 6:39-45)
Speravano in una traversata felice, ma ecco la tempesta. Al giorno più sereno può seguire una notte tempestosa.
Quante volte vediamo dei credenti godere di una vita tranquilla e improvvisamente tutto è sconvolta. La malattia, la morte, un avvenimento inatteso… e in un istante sono annientate le nostre più belle speranze. Lui, Gesù, rimane lo stesso.
Con Gesù, la tempesta più terribile non è senza speranza. Senza di lui, la più profonda calma è pericolosa. In tutte le circostanze dove ci guida il suo amore, ascoltiamo la sua voce rassicurante che ci dice: “Sono io”.



