Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 8:38-39)
Ogni giorno i mezzi di comuniazione ci informano sugli avvenimenti tragici che riguardano il nostro paese, come pure in ogni angolo del mondo. A questi si aggiungono i drammi famigliari, le disgrazie personali…
Per i credenti, non è forse incoraggiante sapere che Gesù stesso è venuto in un mondo turbato?
Fin dalla sua nascita, i genitori hanno dovuto fuggire in Egitto, perché Erode voleva ucciderlo. Al ritorno, si sono trasferiti in Galilea per sfuggire al figlio di quel re. E durante i tre anni in cui il Signore Gesù ha servito Dio pubblicamente, quante volte hanno cercato di farlo morire, lui che era venuto a portare la pace!
Alla vigilia della sua morte sulla croce, disse ai suoi discepoli e, con loro, a tutti qulli che avrebbero creduto in lui:
Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo. (Giovanni 16:33)
Il Signore ci ha così avvertiti che, seguendo lui, incontreremo avversità e talvolte anche persecuzione. Ma ha promesso la sua pace a tutti quelli che confidano in lui, e questo anche nelle situazioni più difficili.
Nella storia del cristianesimo, quanti cristiani hanno provato, in mezzo al dolore o alla persecuzione, una pace soprannaturale!
In molte occasioni i loro stessi persecutori si sono convertiti a Gesù Cristo. L’esempio di quei testimoni di Gesù incoraggia anche noi che crediamo in lui. Il suo amore ci spinge a trovare pace e sicurezza accanto a lui.
In DIO è la mia salvezza e la mia gloria; la mia forte rocca e il mio rifugio sono in DIO. Confida in lui continuamente, o popolo, effondi il tuo cuore davanti a lui; DIO è il nostro rifugio. (Salmi 62:7-8)



