Il diritto di diventare figli di Dio

Nella nostra società non si parla altro che della rivendicazione dei propri diritti. Alcuni si limitano a reclamarli sfilando in corteo con striscioni e scandendo slogans; altri arrivano fino allo scontro fisico, alla violenza, e qualche volta alla guerra… spesso senza raggiungere il risultato sperato.

Il vero credente si rende conto che vive in un mondo contraddistinto da molta ingiustizia, ma nello stesso tempo pensa al suo Maestro che, quand’era sulla terra, non ha rivendicato nulla di ciò che gli spettava di diritto.

Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l’ha conosciuto. È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio. (Giovanni 1:10-13)

Questo diritto, quello di essere figli di Dio, il più prezioso che ci sia, è un diritto fondamentale che Dio accorda al credente, e nessuno potrà portarglielo via.

Ogni credente può dire come l’apostolo Paolo:

Infatti sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né cose presenti, né cose future, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potranno separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 8:38-39)

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