Allora Giacobbe disse alla sua famiglia e a tutti quelli che erano con lui: «Rimuovete dal vostro mezzo gli dèi stranieri, purificatevi e cambiate le vostre vesti; poi leviamoci e andiamo a Bethel, e io farò là un altare al Dio che mi esaudì nel giorno della mia avversità e che è stato con me nel viaggio che ho fatto». (Genesi 35:2-3)
Gli evangeli ci presentano molte strade sulle quali il Signore Gesù ha camminato. Esse possono essere viste come il simbolo di situazioni particolari della nostra vita in cui il Signore vuole incontrarci.
Allora Barnaba lo prese e lo condusse dagli apostoli, e raccontò loro come egli, lungo la strada, aveva visto il Signore che gli aveva parlato, e come a Damasco aveva parlato con franchezza nel nome di Gesù. (Atti 9:27)
Sulla strada che va da Gerusalemme a Gerico un uomo cade fra le mani dei briganti.
Gesù allora rispose e disse: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei ladroni i quali, dopo averlo spogliato e coperto di ferite, se ne andarono lasciandolo mezzo morto. (Luca 10:30)
Un brutto incontro: li è spogliato, ferito, lasciato mezzo morto. E’ una strada di amarezza e di frustrazione. Forse qualcuno si trova nella stessa situazione, colpito negli affetti, avvilito moralmente…
Su quella strada il Signore Gesù non esita ad avvicinarsi, e viene a fasciare le nostre piaghe. Ma noi dobbiamo lasciarci prendere in carico per sperimentare il suo aiuto.
Il Signore Gesù manda un suo discepolo sulla via che da Gerusalemme scende a Gaza… una strada deserta. Per incontrare là un uomo, ministro della regina d’Etiopia.
Or un angelo del Signore parlò a Filippo, dicendo: «Alzati e va’ verso il mezzogiorno, sulla strada che da Gerusalemme scende a Gaza; essa è deserta». Egli si alzò e si mise in cammino; ed ecco un uomo Etiope, eunuco, un alto funzionario di Candace, regina degli Etiopi, sovrintendente di tutti i suoi tesori, che era venuto a Gerusalemme per adorare. (Atti 8:26-27)
Questo racconto ci insegna che si può essere soli anche se si è ricchi, come quell’uomo su quella strada deserta. Dio ascolta le domande segrete, inespresse, e persino sulla strada della solitudine troverà il modo di manifestarsi; forse tramite un’esperienza, un incontro, uno scambio di parole.
Ma soprattutto, attraverso tutta la sua Parola, nella quale ci comunica il lieto messaggio di Gesù, perché è in Gesù Cristo che si è rivelato.
Or egli se ne stava ritornando e, seduto sul suo carro, leggeva il profeta Isaia. E lo Spirito disse a Filippo: «Accostati e raggiungi quel carro!». Filippo gli corse vicino e, sentendo che leggeva il profeta Isaia, gli disse: «Comprendi ciò che leggi?». Quegli disse: «E come potrei, se nessuno mi fa da guida?». Poi pregò Filippo di salire e di sedersi accanto a lui.
Or il passo della Scrittura che egli leggeva era questo: «Egli è stato condotto al macello come una pecora; e come un agnello è muto davanti a chi lo tosa, così egli non ha aperto la sua bocca. Nella sua umiliazione gli fu negata ogni giustizia; ma chi potrà descrivere la sua generazione? Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra». E l’eunuco, rivolto a Filippo, disse: «Ti prego, di chi dice questo il profeta? Lo dice di se stesso o di un altro?». Allora Filippo prese la parola e, cominciando da questa Scrittura, gli annunziò Gesù. (Atti 8:28-35)



