Non parole, ma potenza

Or il Dio della speranza vi riempia di ogni gioia e di ogni pace nella fede, affinché abbondiate nella speranza, per la potenza dello Spirito Santo. (Romani 15:13)

Da dove proviene quella potenza di cui parla Paolo? Dalla forza d’animo, dall’intelligenza, dall’eloquenza del credente? Assolutamente no. Ricordando la Sua predicazione a Corinto, Paolo scriveva: “La mia parola e la mia predicazione non consistettero in discorsi persuasivi di sapienza umana, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza” (1 Corinzi 2:4); e ai Tessalonicesi diceva: “Il nostro Vangelo non vi è stato annunziato soltanto con parola, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo” (1 Tessalonicesi 1:5).

Dunque, la potenza che agisce in chi opera in nome di Dio e strettamente legata allo Spirito Santo che il suo Signore, salito in cielo, ha fatto abitare in tutti quelli che credono.

Certo, la potenza dello Spirito sceso alla Pentecoste sugli apostoli, manifestata anche con “segni e prodigi” volti ad accreditare la loro predicazione della “nuova vita” (Atti 14:3; 19.9,23), non si ripeterà più e tanto meno nei nostri tempi; ma non accontentiamoci di una vita scialba, svogliata, mediocre. Lasciamo libero lo Spirito Santo di manifestare la Sua azioni in noi, di portare il Suo frutto.

Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge. (Galati 5:22-23)

Esercitiamo la nostra funzione “regale” proclamando la virtù del nostro Re celeste e la Sua salvezza.

Ma voi siete una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato, perché proclamiate le virtù di colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce meravigliosa; voi, che prima non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi, che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia. (1 Pietro 2:9-10)

L’esortazione di Paolo: “Siate ricolmi di Spirito” (Efesini 5:18) è valida anche per noi, oggi. Non dimentichiamo che nella misura in cui terremo il nostro “vecchio uomo” nella morte, “crocifisso con Cristo” (Galati 5:20), realizzeremo la potenza che viene dal Signore, che dice anche a noi: “La mia potenza si dimostra perfetta nella debolezza” (2 Corinzi 12:9).

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *