Dio non vede forse le mie vie? Non conta tutti i miei passi? (Giobbe 31:4)
Stamaggina la mamma ha cucinato dei biscotti e li ha sistemati sul tavolo della sala da pranzo.
“Oh, che bei dolci!”, esclama Luigi: “ne prendo uno”.
“Non puoi farlo” gli dice Alberto trattenendogli il braccio: “la mamma non sarebbe contenta, li ha preparati per questa sera!”
“Ma non li ha contati” risponde il ragazzo.
“Si, ma Dio ti vede. Pensa che il Signore Gesù ha detto che anche i capelli del nostro capo sono tutti contati” (v. Marco 10:30)
Dio sa contare. Un giorno, il re di Babilonia Baldassar ne fece l’esperienza. Egli era pagano e non teneva in alcun conto il vero Dio. Ma Dio aveva contato e valutato ogni giorno del suo regno. Così una sera, durante un banchetto, Baldassare vide comparire una mano che scriveva sul muro della sala della festa quattro parole.
Ecco le parole che sono state scritte: “Mené, Mené, Tèchel, U-Parsin”. Questa è l’interpretazione delle parole: Mené, Dio ha fatto il conto del tuo regno e gli ha posto fine; Tèchel, tu sei stato pesato con la bilancia e sei stato trovato mancante. Perès, il tuo regno è diviso e dato ai Medi e ai Persiani».
Allora, per ordine di Baldassar, Daniele fu vestito di porpora, gli fu messa al collo una collana d’oro e fu proclamato terzo nel governo del regno. In quella stessa notte Baldassar, re dei Caldei, fu ucciso, e Dario il Medo ricevette il regno all’età di sessantadue anni. (Daniele 5:25-31)
Dio aveva fatto i Suoi conti e li aveva chiusi. Era venuto il momento di tirare le somme. Il profeta Daniele diede l’interpretazione di quell’iscrizione.
I giorni di ognuno di noi sono contati, ma nessuno sa quanti gliene restano da vivere. Per questo è urgente prepararsi ad incontrare Dio, accettando per fede il Suo perdono e la Sua salvezza. Non aspettiamo di dover rendere conto a Dio delle nostre azioni perché allora saremo perduti per sempre.
Insegnaci dunque a contare bene i nostri giorni, per acquistare un cuore saggio. (Salmi 90:12)




