Rendere conto a Dio

Così dunque ognuno di noi renderà conto di se stesso a Dio. (Romani 14:12)

Il lavoro svolto alle dipendenze di un’altra persona comporta generalmente tre fasi:

  1. Si ricevano delle istruzioni;
  2. Si eseguono;
  3. Si rende conto al superiore del modo in cui sono state compiute.

Perché vorremmo che non debba essere lo stesso di fronte al Creatore che ci ha posti sulla terra, ognuno con un compito da svolgere?

Fin dalla nostra nascita siamo portati a scoprire le bellezze della vita, ma anche le esigenze e le responsabilità, nella famiglia e nella società. Alcuni ricevono anche l’insegnamento della Bibbia, il messaggio di Dio indirizzato a tutti gli uomini. E’ la prima fase, quella in cui si ricevono istruzioni.

Ma noi siamo ormai nella seconda fase, quella in cui la nostra vita terrena si svolge sotto lo sguardo di Dio. Questa nostra vita è conforme al suo piano? Questo pensiero dovrebbe farci riflettere seriamente. Assolviamo i compiti che Dio ci ha affidato secondo la sua volontà?

Se siamo credenti, portiamoci con pensiero come fa ciascuno buon operaio mentre lavora, al momento in cui renderemo conto a Dio. Come valuterà la nostra prestazione attuale? Se abbiamo sulla coscienza dei peccati non confessati, se viviamo una vita egoista, piena di noi stessi ma senza Cristo, quanto ci sentiremo confusi!

Però consideriamo anche il privilegio e la felicità di conoscerlo e di lavorare per lui, per Gesù, il divino Signore. Non lasciamoci sfuggire l’occasione, non si ripresenterà in un’altra vita.

E come è stabilito che gli uomini muoiano una sola volta, e dopo ciò viene il giudizio, (Ebrei 9:27)

 

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