Se la pazienza sopporta tutto, la bontà è pronta a dare molto, anche ai nemici. Sopportare significa andare oltre al male; essere pieni di bontà equivale a fare il bene.
Non è solo un sentimento di generosità, ma è la generosità in azione; non è semplicemente desiderare il bene degli altri, ma fare tutto quello che occorre per il loro bene. Ciò include, per i credenti, l’impegno a rendere testimonianza della nostra fede in Cristo, e ad aiutare quelli che ci stanno intorno ad avere una relazione con lui.
Quando Gesù ha comandato ai suoi discepoli – e quindi ad ogni credente – di amare i loro nemici, non intendeva soltanto dire di avere dei buoni sentimenti verso di loro, ma che dovevamo agire con bontà a loro riguardo.
Ma io vi dico: Non resistere al malvagio; anzi, se uno ti percuote sulla guancia destra, porgigli anche l’altra, e se uno vuol farti causa per toglierti la tunica, lasciagli anche il mantello. E se uno ti costringe a fare un miglio, fanne con lui due. (Matteo 5:39-41)
E’ stato detto che la bontà è l’amore che si sporca le mani. Noi dobbiamo imitare la bontà del nostro Dio.
Ma quando apparvero la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini, egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore, affinché, giustificati per la sua grazia, fossimo fatti eredi della vita eterna, secondo la speranza che abbiamo. (Tito 3:4-7)
Il primo test della bontà cristiana, come d’altronde quello di tutte le altre sfaccettature dell’amore, è nella famiglia. Gli sposi cristiani, se vivono da cristiani, saranno pieni di bontà l’uno verso l’altro e verso i loro figli. Questi risponderanno a tale bontà, e tutta la famiglia ne sarà permeata.
Ognuno sarà pronto ad aiutare l’altro, mettendo da parte anche i propri interessi. Questo è seguire il Signore!



