L’amore è paziente, è benevolo; l’amore non invidia; l’amore non si vanta, non si gonfia, non si comporta in modo sconveniente, non cerca il proprio interesse, non s’inasprisce, non addebita il male, non gode dell’ingiustizia, ma gioisce con la verità; soffre ogni cosa, crede ogni cosa, spera ogni cosa, sopporta ogni cosa. (1 Corinzi 13:4-7)
L’amore soffre tutto. Non giustifica mai il male, ma non respinge chi lo commette; anzi, lo avverte. L’amore aiuta a portare il peso di quelli che soffrono; partecipa al dolore di quelli che ama ed è persino pronto a subire le conseguenze delle loro colpe.
L’amore crede tutto. Non è sospettoso, né cinico. L’odio crede il peggio, l’amore crede il meglio. Crede che il male sarà confessato e perdonato, e colui che l’ha commesso si pentirà e tornerà a Dio. Quando uno si lascia andare a fare il male, il desiderio dell’amore è sempre di aiutarlo a risollevarsi.
L’amore spera tutto. Lo fa perché pone la sua fiducia nel Dio vivente, che fa dei miracoli. Un bell’esempio di tale amore è quello dei genitori cristiani che continuano a sperare che il loro figlio ritorni a Dio. Sperano e pregano perché amano quel figlio.
L’amore sopporta tutto. Il verbo sopportare indica in particolare il modo in cui una truppa di soldati mantiene una posizione vitale, ad ogni costo, fino alla fine. L’amore tiene duro per quelli che ama. Rimane saldo nonostante l’opposizione, senza stancarsi di credere e di sperare.
Dove trovare una forza simile? In Gesù che ha sopportato tutto: l’opposizione, la solitudine, il rinnegamento, la sofferenza estrema, l’abbandono del suo Dio. Gesù è ora presso Dio, ma rimane vicino a quelli che credono in lui e che, a loro volta, possono sopportare tutto con la forza che viene da lui.
Ecco perché sopporto ogni cosa per amor degli eletti, affinché anch’essi conseguano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. (2 Timoteo 2:10)



