Una folla di malfattori

Poiché cani mi hanno circondato; una folla di malfattori m’ha attorniato; m’hanno forato le mani e i piedi. (Salmi 22:16)

Alla croce del Signore Gesù l’essere umano delle più varie condizioni sociali si manifesta nel suo stato naturale, compiendo un atto abominevole.

Pilato, il magistrato romano, che occupava il seggio dell’autorità civile ed era responsabile di esercitare la giustizia, condanna Colui che egli stesso ha riconosciuto essere giusto.

Pilato disse ai capi dei sacerdoti e alla folla: «Non trovo nessuna colpa in quest’uomo». (Luca 23:4)

Gli uomini di legge e i sacerdoti del popolo giudeo, il clero dell’epoca, cercano delle testimonianze menzognere contro Gesù.

I capi dei sacerdoti e tutto il sinedrio cercavano qualche testimonianza contro Gesù per farlo morire; ma non ne trovavano. (Marco 14:55)

La folla che li circonda, d’accordo con loro, grida contro di Lui che ha fatto solo del bene.

Ma i capi dei sacerdoti incitarono la folla a chiedere che piuttosto liberasse loro Barabba. (Marco 15:11)

Quelli che passavano di là lo ingiuriano.

E quelli che passavano di là, lo ingiuriavano, scuotendo il capo e dicendo: «Tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo ricostruisci, salva te stesso, se tu sei Figlio di Dio, e scendi giù dalla croce!» (Matteo 27:39-40)

I discepoli, che gli erano stati tanto vicino, nell’ora del pericolo abbandonano il loro Maestro.

Una serva, vedendo Pietro seduto presso il fuoco, lo guardò fisso e disse: «Anche costui era con Gesù». Ma egli negò, dicendo: «Donna, non lo conosco». (Luca 22:56-57)

In mezzo a questa indegnità umana, udiamo il Signore pregare.

Gesù diceva: «Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno». (Luca 23:34)

Nel suo amore eterno, invoca per i suoi nemici la circostanza attenuante dell’ignoranza. Eppure non hanno forse agito tutti con conoscenza di causa? Che nobiltà e che dignità da parte del nostro Salvatore!

Da tempi lontani il SIGNORE mi è apparso. «Sì, io ti amo di un amore eterno; perciò ti prolungo la mia bontà. (Geremia 31:3)

Per tre ore, abbandonato da Dio, appeso alla croce, sopportando sofferenze indescrivibili, Gesù, santo e puro, accetta di essere identificato col peccato, per amore per noi, e di subire da parte di Dio il castigo che noi meritavamo.

Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti. (Isaia 53:5)

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