Sto alla porta e busso

Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me. (Apocalisse 3:20)

Ancora una volta, arrivati alla fine dell’anno, il Signore rivolge queste parole serie, ma piene di amore, ad ognuno di noi. E’ proprio commovente che lui, il Signore, il quale ha il diritto di imporsi, stia fuori e bussi alla porta del nostro cuore. Lo fa perché vuole entrare, perché ci tiene tanto ad avere comunione con noi.

Ma presto questo suo bussare smetterà. Allora sarà troppo tardi per rispondere alla chiamata del suo amore. Oggi il suo richiamo è rivolto a ognuno in particolare. Chi non l’ha ancora ricevuto come Salvatore è invitato ad aprirgli il cuore credendo in lui.

Chi già lo conosce, ma non sente più affetto per lui, deve nuovamente lasciare che il suo amore gli scaldi il cuore che si è raffreddato.

Indubbiamente ciascuno di noi, alla fine dell’anno, ha dei momenti di riflessione in cui si chiede in che cosa consiste quel suo “bussare” nella nostra vita. Forse ci sono state situazioni penose che ci hanno avvertito seriamente; oppure anche dei momenti di gioia.

Oppure disprezzi le ricchezze della sua bontà, della sua pazienza e della sua costanza, non riconoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento? (Romani 2:4)

“Cenerò con lui ed egli cenerà con me”. Che desiderio è il suo!

Gustare insieme a Lui l’ultimo pasto della giornata, nella tranquillità e nella riflessione che solo la sera ci può dare, in vista della notte imminente. Questo offre il Signore a quelli che finora l’hanno lasciato fuori.

Vuole essere accolto anche da te! Non lasciare finire l’anno senza far entrare il Signore Gesù nella tua vita!

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