In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi; poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio. (Giovanni 16:26-27)
Il SIGNORE, il vostro Dio, che vi precede, combatterà egli stesso per voi, come ha fatto tante volte sotto gli occhi vostri in Egitto e nel deserto, dove hai visto che il SIGNORE, il tuo Dio, ti ha portato come un uomo porta suo figlio, per tutto il cammino che avete fatto, finché siete arrivati in questo luogo». (Deuteronomio 1:30-31)
Un giovane che era cresciuto in una famiglia disunita diceva: “Questi versetti sono certamente belli, ma non mi dicono niente. Non oso nemmeno raccontare ciò che è stato mio padre per mia madre e per me.”
Col proliferare dei divorzi e degli abbandoni in ambito famigliare, molti giovani sono cresciuti come quel ragazzo, privati delle gioie e dell’infanzia, senza sapere che cosa significa avere un padre.
Ma c’è un Padre che non ci deluderà mai e che è pronto ad accoglierci oggi stesso. Apriamo il nostro cuore all’amore di Dio, e faremo l’esperienza che Egli é.
- Il solo che sia fedele: gli uomini cambiano, Lui resta lo stesso;
- Il solo che possa esercitare un’autorità competente: Non fate dunque come loro, poiché il Padre vostro sa le cose di cui avete bisogno, prima che gliele chiediate (Matteo 6:8). Questo ci basta; Egli si interessa ai minimi dettagli della nostra vita. La sua autorità piena di dolcezza rassicura e spinge al timore di Dio, un rispetto che ridà ruolo e dignità all’uomo.
- Il solo che unisce la bontà alla forza: se abbiamo fiducia nella sua onnipotenza, possiamo contare anche sulla sua comprensione per tutti i nostri problemi.
- Il solo che è sempre attento ai lamenti più segreti e inespressi; ogni suo figlio è oggetto del suo amore.
Dio ci offre non soltanto la possibilità di entrare in relazione personale, intima, con lui che è il nostro Padre, ma anche di vivere felici, godendo dell’affetto che regna in una famiglia.
Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. (1 Giovanni 3:1)
Non è un’autorità religiosa che ci consente di entrare nei privilegi di questa famiglia, ma la fede soltanto; e, in questa famiglia ogni membro:
- è iscritto all’anagrafe del cielo, perché ha creduto in Gesù Cristo;
- vive con una relazione affettiva come quella di un figlio che un padre che conosce bene e ama;
- ha una posizione di figlio, che ha accesso ai segreti dei progetti del Padre rilevati nella sua Parola;
- ha dei diritti come erede, coerede di Cristo nella gloria futura del cielo;
- ha un posto preparato nella casa del Padre, dimora di pace e di amore;
- vive attivamente il legame che lo accumuna agli altri membri della stessa famiglia: Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. (Giovanni 13:34)
In questa famiglia, è responsabilità dei figli manifestare le caratteristiche del Padre: santità, luce e amore, aspettando il ritorno di Gesù Cristo per rapire tutta la sua famiglia e portarla presso il Padre.
Non guardiamo questa realtà da lontano: sono ricchezze alla nostra portata.
Padre degli orfani e difensore delle vedove è DIO nella sua santa dimora. DIO fa abitare il solitario in una famiglia, libera i prigionieri e dà loro prosperità; ma i ribelli dimorano in terra riarsa. (Salmi 68:5-6)



