In Gerusalemme fece pure costruire alcune macchine da uomini esperti, che collocò sulle torri e sugli angoli, per scagliare frecce e grosse pietre. La sua fama giunse lontano, perché fu meravigliosamente aiutato finché divenne potente. Ma, divenuto potente, il suo cuore si inorgoglì fino a corrompersi e peccò contro l’Eterno, il suo DIO, entrando nel tempio dell’Eterno per bruciare incenso sull’altare dell’incenso. (2Cronache 26:15-16)
Alla sera, quando andiamo a fare quattro passi nel parco pubblico, il mio bambino più piccolo non mi dà la mano volentieri; afferma la sua indipendenza camminando un po’ lontano, più avanti di noi.
Però qualche volta me lo vedo arrivare di corsa e mi prende la mano. so che quando viene a rifugiarsi da me è perché ha visto un cane. Ha una gran paura dei cani, e così quando ne vede uno cerca aiuto e protezione da me.
Questo comportamento mi fa pensare alla tendenza generale a trascurare il rapporto con Dio quanto tutto va bene, salvo poi ricercare il suo aiuto quando si presentano i problemi. Si è osservato che durante il periodo di prosperità materiale le chiese si svuotano, e nei periodi di crisi si riempiono.
Ma nella loro angoscia gridarono al SIGNORE ed egli li liberò dalle loro tribolazioni. (Salmi 107:19)
Ma non succede forse anche a noi credenti di avere lo stesso atteggiamento nei confronti del Signore?
Quando va tutto bene, tendiamo a trascurare la preghiera e la lettura della Parola di Dio, mentre le difficoltà e le prove ci spingono a cercare aiuto e protezione presso il nostro Dio. Sarebbe preferibile cercare una relazione più costante e regolare col Signore!
Egli desidera condividere le nostre gioie e le nostre pene. Perciò, cerchiamo di attraversare le circostanze della nostra vita, favorevoli o sfavorevoli, in stretta vicinanza con Lui che ci ama. Sia sul piano individuale sia su quello collettivo.



