Ira distolta

In quel giorno dirai: «Io ti celebro, o Eterno. Anche se ti eri adirato con me, la tua ira si è calmata e mi hai consolato. (Isaia 12:1)

Fin dall’inizio della sua storia, l’uomo si è distolto da Dio. Ribelli e disubbidienti, noi tutti eravamo per natura figli d’ira.

Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, nei quali già camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. (Efesini 2:1-3)

A motivo di questa natura di peccato viene l’ira di Dio sui figli ribelli.

Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria; per queste cose l’ira di Dio viene sui figli della disubbidienza, fra cui un tempo camminaste anche voi, quando vivevate in esse. (Colossesi 3:5-7)

L’uomo dunque è peccatore e colpevole davanti a Dio. La sua condanna è stabilita.

E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: «Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai». (Genesi 2:16-17)

Così la morte è passata su tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato.

Perciò, come per mezzo di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato; perché, fino a che fu promulgata la legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; ma la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire. (Romani 5:12-14)

Ma Dio è un Dio di perdono.

Come potrei abbandonarti, o Efraim, o lasciarti in balìa di altri, o Israele? Come potrei renderti come Admah, o ridurti come Tseboim? Il mio cuore si commuove dentro di me, le mie compassioni si infiammano tutte. Non darò sfogo alla mia ira ardente, non distruggerò Efraim di nuovo, perché sono Dio e non un uomo, il Santo in mezzo a te, e non verrò con ira. (Osea 11:8-9)

Ma come potrebbe distogliersi l’ira di Dio, visto che ogni uomo è peccatore? Per questo, occorreva un sacrificio, quello di una vittima perfetta; e non poteva essere altri che Gesù Cristo, il santo Figlio di Dio. Egli si è offerto al posto dei peccatori, ha sopportato la morte per dare loro la vita. E’ su di lui che l’ira di Dio è caduta mentre, alla croce, portava il peso dei nostri peccati.

Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. (Romani 5:8-9)

“Cristo è morto per noi”, cioè per tutti; nessuno escluso, ma per essere al riparo della giusta ira divina, occorre accettare oggi questo dono gratuito di Dio.

Chi crede nel Figlio ha vita eterna, ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui. (Giovanni 3:36)

Poiché Dio non ci ha destinati all’ira, ma ad ottenere salvezza per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo, il quale è morto per noi perché, sia che vegliamo sia che dormiamo, viviamo insieme con lui. (1 Tessalonicesi 5:9-10)

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