La bambola preferita

Invitata a casa di amici, suona alla porte, e si aspetta che Luisella, la più piccola della famiglia, le vada incontro saltandole al collo, come di solito. Ma che cosa capita? La vede in un angolo scossa di singhiozzi. Le spiegano: non riesce più a trovare la sua bambola preferita.

Si unisce alla ricerca, e all’improvviso il suo viso s’illumina d’un sorriso radioso. Luisella stringe forte a sé la bambola ritrovata. Ma cos’ha si speciale quella bambola per essere tanto amata? E’ piuttosto sciupata, col viso sporco e i capelli arruffati. Ma evidentemente per Luisella è unica.

Unica, come ciascuno di noi è per Dio. Un invalido, un anziano, un malato, uno straniero, un povero, un carcerato, hanno per lui lo stesso valore di un grande di questo mondo.

Ma quando apparvero la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini, egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore, affinché, giustificati per la sua grazia, fossimo fatti eredi della vita eterna, secondo la speranza che abbiamo. (Tito 3:4-7)

Essere amati così come siamo, qualunque cosa abbiamo fatto, è un bisogno profondo di ciascuno di noi. Come può Dio, che conosce tutto di noi e legge fino in fondo al nostro cuore, amarci incondizionatamente? Perché Dio è amore.

E di questo amore ha dato prova mandando il suo Figlio Gesù Cristo nel mondo. La sua morte sulla croce per i peccati che abbiamo commesso, e poi la sua risurrezione, hanno reso possibile la riconciliazione di ogni peccatore con Dio, un Dio giusto che ama il peccatore.

Facciamo il passo della fede, e diciamogli, parafrasando i versi di un noto poema cristiano: “Così come sono, senza aver nulla di mio, ma per il tuo sangue sparso per me, o Agnello di Dio, io vengo a te”.

Facebooktwitterlinkedintumblr