Dire grazie a Dio

E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti. (Colossesi 3:15)

Grazie! Questa parolina è una delle prime che ci sono state insegnate. Quante volte la pronunciamo in una giornata? E in una vita?

Essa esprime riconoscenza. Quando non è pronunciata macchinalmente o come semplice formula di buona educazione, è accompagnata da un sorriso e fa del bene. Noi pensiamo a ringraziare i nostri simili per ogni tipo di favore, ma pensiamo di ringraziare Dio?

Benedici, anima mia, l’Eterno e non dimenticare alcuno dei suoi benefici. (Salmi 103:2)

Perché dirgli grazie? Per il magnifico creato che ammiriamo e nel quale e grazie al quale viviamo. Per la vita che Dio regala e mantiene, giorno per giorno.

Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani con la vostra stessa natura e vi annunziamo la buona novella, affinché da queste cose vane vi convertiate al Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi. Nelle generazioni passate egli ha lasciato che tutte le nazioni seguissero le loro strade; ma non ha lasciato se stesso senza testimonianza, facendo del bene, dandoci dal cielo piogge e stagioni fruttifere e riempiendo i nostri cuori di cibo e di gioia». (Atti 14:15-17)

Ma a maggior ragione dobbiamo ringraziarlo per il dono magnifico di suo Figlio Gesù Cristo che offre salvezza enterna a chi crede.

Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)

Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? (Romani 8:32)

Quanti motivi di riconoscenza!

Forse ritieni, sentendoti soddisfatto, di non aver alcun debito di riconoscenza ver di Lui. Dio ti pone una domanda diretta:

Ovvero disprezzi le ricchezze della sua benignità, della sua pazienza e longanimità, non conoscendo che la bontà di Dio ti spinge al ravvedimento? (Romani 2:4)

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