Disse ancora: «Un uomo aveva due figli. Il più giovane di loro disse al padre: “Padre, dammi la parte dei beni che mi spetta”. E il padre divise fra loro i beni. Pochi giorni dopo il figlio più giovane, raccolta ogni cosa, se ne andò in un paese lontano e là dissipò le sue sostanze vivendo dissolutamente. (Luca 15:11-13)
Quanti genitori cristiani pregano per il ritorno di un figlio che si è allontanato dalla fede e dalla benedizione! Che sofferenza quando non si ha la certezza della salvezza dei propri cari, e ancor di più quando il loro comportamento dimostra chiaramente che sono ancora nei loro peccati!
Ma Dio vuole consolarci e darci speranza; la parabola del figlio prodigo c’incoraggia ad avere la stessa pazienza del nostro Padre celeste. Egli conosce tutto in anticipo e sa fino a quali estremi dovrà giungere un peccatore perché si produca in lui il pentimento necessario; diamogli il tempo di fare il suo lavoro nei cuori.
Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento. (2 Pietro 3:9)
Al minimo segno di ritorno, Dio è pronto a concedere il suo perdono.
Egli dunque si levò e andò da suo padre. Ma mentre era ancora lontano, suo padre lo vide e ne ebbe compassione; corse, gli si gettò al collo e lo baciò. (Luca 15:20)
Dobbiamo contare di più sulla grazia di Dio. Noi amiamo i nostri figli, ma lui li ama molto di più di noi e li vuole per sé. Quindi, non perdiamo la fiducia che abbiamo in lui.
Questa è la sicurezza che abbiamo davanti a lui: se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. E se sappiamo che egli ci esaudisce in qualunque cosa gli chiediamo, noi sappiamo di avere le cose che gli abbiamo chiesto. (1 Giovanni 5:14-15)



