Se definiamo la cristianità come l’insieme di coloro che si dicono cristiani, ma che tutt’al più ascoltano il Vangelo la domenica per dimenticarlo durante il resto della settimana, possiamo concludere che il cristianesimo ha fatto naufragio.
Che senso può avere una vita a due facce dove una contraddice l’altra? Essere cristiano significa seguire Cristo o seguire una religione costruita dagli uomini?
Infatti il nostro vangelo non vi è stato annunciato soltanto con parole, ma anche con potenza, con lo Spirito Santo e con piena convinzione; infatti sapete come ci siamo comportati fra voi, per il vostro bene. Voi siete divenuti imitatori nostri e del Signore, avendo ricevuto la parola in mezzo a molte sofferenze, con la gioia che dà lo Spirito Santo, tanto da diventare un esempio per tutti i credenti della Macedonia e dell’Acaia.
Infatti da voi la parola del Signore ha echeggiato non soltanto nella Macedonia e nell’Acaia, ma anzi la fama della fede che avete in Dio si è sparsa in ogni luogo, di modo che non abbiamo bisogno di parlarne; perché essi stessi raccontano quale sia stata la nostra venuta fra voi, e come vi siete convertiti dagl’idoli a Dio per servire il Dio vivente e vero, e per aspettare dai cieli il Figlio suo che egli ha risuscitato dai morti; cioè, Gesù che ci libera dall’ira imminente. (1 Tessalonicesi 1:5-10)
Il vero cristianesimo, quello che trasforma un uomo peccatore in un vero discepolo di Gesù, si riconosce dai risultati che produce. Molti credenti, ad esempio, hanno abbandonato le cose di cui erano schiavi (droga, alcol, perversioni ecc.).
Molti altri hanno vinto l’egoismo e l’orgoglio per dedicarsi ai loro simili, dimenticando sé stessi. Tutti hanno compreso il loro dovere di far conoscere agli altri la grazia di Dio.
Ancor più di questo, il vero cristianesimo dona all’uomo delle ragioni di vita e di comportamento che lo rendono capace di superare gli ostacoli, dai più semplici ai più difficili; spinge il credente a proclamare come l’apostolo Paolo:
Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me. Questa vita nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me. (Galati 2:20)
Abbiamo conosciuto personalmente il miracolo di una tale trasformazione? Il segreto è molto semplice: rivolgersi a Gesù, credendo in lui e nell’opera di salvezza che ha compiuto sulla croce del Calvario.




