Acciaio temprato o ferraglia senza valore?

Perciò voi esultate anche se ora, per breve tempo, è necessario che siate afflitti da svariate prove, affinché la vostra fede, che viene messa alla prova, che è ben più preziosa dell’oro che perisce, e tuttavia è provato con il fuoco, sia motivo di lode, di gloria e di onore al momento della manifestazione di Gesù Cristo. (1 Pietro 1:6-7)

Era un vecchio fabbro. La sua vita era stata difficile, ma era un credente fervente e parlava volentieri della sua fede ai clienti. Un giorno uno di questo gli disse: “Spiegami perché il tuo Dio, che tu dici pieno d’amore, ti ha fatto passare per tante prove”.

Il fabbro raccolse un pezzo di ferro e rispose: “Perché questo ferro sia utile, deve diventare resistente. Allora lo faccio passare nel fuoco, a temperatura elevata. Poi lo poso sull’incudine, lo martello, una o due volte. Se resiste, lo immergo nell’acqua. Poi lo rimetto nel fuoco e di nuovo sull’incudine.

Allora posso trarne qualcosa di utile. Ma se non sopporta la tempra, lo getto nella ferraglia. Dio mi mette alla prova per vedere se sopporto la tempra. Accetto le mie difficoltà con calma e prego ogni giorno: Signore provami, se necessario, ma soprattutto non gettarmi nella ferraglia!”

Certamente, Dio ha compassione di noi, suoi figli, e non respinge nessuno come un pezzo di ferro inutile. Però permette che ci siano delle difficoltà, qualche volta permette il “fuoco”, proprio per rinforzare la nostra fede e per formarci al suo servizio. Come il ferro e l’acciaio induriscono con la tempra, così anche noi diventiamo più forti con le prove, se lasciamo che il Signore ci trasformi.

Non scoraggiamoci, ma guardiamo allo scopo. Dio vuole fare di noi dei servitori ben preparati, ci cui potrà servirsi.

Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato, e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce». (Ebrei 12:4-6)

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