Infatti il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:23)
E’ difficile credere che un dono sia disinteressato? In un certo senso sì, perché bisogna uscire dalla mentalità d’un mondo in cui tutto si compra o si merita. Ma nel campo spirituale, non possiamo mai trovare la felicità se restiamo in una logica di meriti, di diritti e di doveri. Questa logica forse è apprezzata nella società umana, ma per entrare nel regno di Dio dobbiamo superarla.
Essere cristiani ha un punto di partenza che non è il dovere di fare delle buone opere. No: il punto di partenza è ricevere i doni di Dio. Il suo dono supremo è il suo unico Figlio, Gesù.
Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)
Essere cristiani è anzitutto aver creduto in lui. Allora riceviamo il perdono dei nostri peccati e la vita eterna. Nonostante tutte le nostre colpe, nel fondo dell’infelicità o delle sofferenze, Dio ci rialza, ci sostiene, ci libera, ci dà la forza per seguire il Signore Gesù.
Chi dunque sa fare il bene e non lo fa, commette peccato. (Giacomo 4:17)
Allora, al suo seguito, potremo imparare a dare in modo disinteressato, per amore. La giustizia che piace a Dio non si limita a rendere all’altro ciò che gli è dovuto, ma va più lontano, arriva al dono.
C’è chi da mattina a sera desidera avidamente, ma il giusto dona senza mai rifiutare. (Proverbi 21:26)
Non si tratta soltanto di essere onesti, ma anche di condividere e di donare. Saremo giusti se mostreremo che ciò che possediamo appartiene a Dio che ce lo ha affidato. Si potrebbe essere onesti ma egoisti. Ma Gesù dice:
Guarite gli ammalati, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. (Matteo 10:8)



