I figli di Dio

Chi è salito in cielo e ne è disceso? Chi ha raccolto il vento nel suo pugno? Chi ha racchiuso le acque nella sua veste? Chi ha stabilito tutti i confini della terra? Qual è il suo nome e il nome di suo figlio? Lo sai tu? (Proverbi 30:4)

Dio, nella Bibbia, si fa conoscere con svariati nomi, ciascuno dei quali presenta una dei suoi caratteri. Il nome Dio altissimo ci parla della sua grandezza e della sua sovranità su tutta la terra. Col nome Eterno (ebraico: Yhwh) Dio entra in relazione il popolo di Israele.

Gesù, Figlio di Dio, è stato mandato da Dio ai Giudei, e ha parlato loro di lui definendolo “il Padre vostro che è nei cieli” (Matteo 5:16).

Ha fatto loro conoscere Dio come suo Padre, sempre in relazione intima con lui. Poteva dire: “il Padre ama il Figlio”, “Io e il Padre siamo uno”, “Chi ha visto me, ha visto il Padre” (Giovanni 5:20; 10:30; 14:9).

Ma leggiamo anche: “È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto; ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio, a quelli cioè che credono nel suo nome, i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio” (Giovanni 1:11-13).

E’ una relazione del tutto nuova. Per diventare un figlio di Dio, Gesù ha detto che bisogna essere “nati di nuovo”. “Quelli che credono nel suo nome”, qualunque sia la loro nazionalità, diventano figli di Dio, e Dio vuole raccoglierli attorno a sé.

Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla, e non riflettete come torni a vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione». Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio dispersi. (Giovanni 11:49-52)

Quando Gesù è uscito dal sepolcro, ha mandato a dire ai suoi discepoli: “va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”».” (Giovanni 20:17).

“Ora siamo figli di Dio” (1 Giovanni 3:2). Il privilegio e la gioia di essere suo figlio, Dio li offre ancora oggi a chiunque crede in Gesù.

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