Il giorno della sventura

L’Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L’Eterno è la roccaforte della mia vita; di chi avrò paura? Quando i malvagi, miei nemici ed avversari, mi hanno assalito per divorare la mia carne, essi stessi hanno vacillato e sono caduti. Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; anche se scoppiasse una guerra contro di me, anche allora avrei fiducia. Una cosa ho chiesto all’Eterno e quella cerco: di dimorare nella casa dell’Eterno tutti i giorni della mia vita, per contemplare la bellezza dell’Eterno e ammirare il suo tempio. Perché nel giorno dell’avversità egli mi nasconderà nella sua tenda, mi occulterà nel luogo segreto della sua dimora, mi leverà in alto sopra una roccia. (Salmi 27:1-5)

Nella vita di ognuno di noi ci sono, come si suol dire, giorni buoni e giorni cattivi. Si pensa comunemente che bisogna trarre il massimo profitto dei primi, sapendo che, inevitabilmente, non si potrà scampare ai secondi.

Leggendo il Salmo 27 si comprende che il suo autore, il re Davide, intravedeva il “il giorno della sventura”, ma poteva esprimere la sua fiducia in Dio, il vero “baluardo” della sua vita. La sua fede trovava in Dio un rifugio, simboleggiato dalla tenda e dalla roccia. Non aveva paura pensando al giorno della prova.

Nella lettera agli Efesini, anche l’apostolo Paolo parla del “giorno malvagio”, quello in cui la potenza di satana si fa sentire di più.

Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa. State dunque saldi, avendo ai lombi la cintura della verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo i piedi calzati con la prontezza dell’evangelo della pace, soprattutto prendendo lo scudo della fede, con il quale potete spegnere tutti i dardi infuocati del maligno. Prendete anche l’elmo della salvezza e la spada dello Spirito, che è la parola di Dio, pregando in ogni tempo con ogni sorta di preghiera e di supplica nello Spirito, vegliando a questo scopo con ogni perseveranza e preghiera per tutti i santi, (Efesini 6:13-18)

Bisogna dunque essere preparati per questo confronto: da una parte “stare saldi” di fronte alle sue insidie; dall’altra “resistere” alla sua offensiva e quella dei suoi agenti. Ma per questo bisogna aver rivestito “la completa armatura di Dio”, figura delle risorse che Dio mette a disposizione dei suoi per un tale combattimento.

Particolarmente importanti sono la lettura della Bibbia, che nutre la nostra anima e ci purifica, e la preghiera nelle sue diverse forme (richieste, suppliche, confessione) che ci mantiene in contatto permanente con Dio.

Il segreto della forza del credente è che ha Dio dalla sua parte e che può sempre avvicinarsi a Lui. Il credente ha il privilegio di sperimentare una relazione personale e vivente con Lui e di trovare sempre il suo soccorso al momento opportuno.

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