Quando il seme porta frutto

Quello invece che riceve il seme nella buona terra, è colui che ode la parola, la comprende e porta frutto; e produce uno il cento, un altro il sessanta e un altro il trenta per uno». (Matteo 13:23)

Nessuno di quelli che odono la Parola di Dio, fosse anche una volta solo, può sottrarsi alla propria responsabilità. La parabola del seminatore lo dimostra; in essa il Signore paragona il nostro cuore a un terreno seminato; secondo le condizioni del terreno, il grano non può germinare affatto, oppure non arrivare a maturazione, oppure portare molto frutto, fino a “cento per uno”.

Se il nostro cuore è indurito da impegni e distrazioni, ed è diventato come una strada calpestata dai passanti, la Parola di Dio non riesce a penetrare. Allora il diavolo ci priverà persino di ciò che vi è stato seminato. Non porteremo nessuno frutto.

O forse, sotto una certa sensibilità al Vangelo si nasconde ancora la roccia dura del nostro egoismo e della nostra indifferenza. Se così è, al primo ostacolo, alla prima derisione, ci distoglieremo da Dio. Così non porteremo frutto.

Se siamo tanto assorbiti dai nostri affari e dal denaro, ogni iniziale interesse per la Parola di Dio sarà presto soffocata, come lo è una pianticella dalla spine. Non faremo progressi, non porteremo frutto.

Ma se il nostro cuore è umile, sensibile e recettivo all’appello di Dio, comprenderemo facilmente la sua Parola, la crederemo e ubbidiremo a quel che dice. Allora porteremo frutto per Dio!

In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli. (Giovanni 15:8)

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