Si attribuiscono a Gandhi queste parole amare: “Diventerò cristiano il giorno in cui me ne farete vedere uno”. Esse ci spingono a badare al nostro comportamento davanti a Dio e davanti agli uomini. Ma questo giudizio severo rivolto ai cristiano, in certi casi ben meritato, non può essere una scusa per rimanere indifferenti nei confronti di Dio e di suo Figlio Gesù Cristo.
E’ ad Antiochia che, per la prima volta, i discepoli sono stati chiamati cristiani.
E per un anno intero essi si radunarono con la chiesa e ammaestrarono un gran numero di gente; e, per la prima volta ad Antiochia, i discepoli furono chiamati Cristiani. (Atti 11:26)
Essi seguivano da vicino gli insegnamenti del Cristo. Persino i capi religiosi che li minacciavano, riconoscevano che erano stati con Gesù.
Or essi, vista la franchezza di Pietro e di Giovanni e avendo capito che erano uomini illetterati e senza istruzione, si meravigliavano e riconoscevano che erano stati con Gesù. (Atti 4:13)
Essere cristiano è seguire Gesù Cristo. Certo, nessuno può avere la pretesa di essere un cristiano perfetto, senza rimproveri. L’apostolo Giacomo dice che manchiamo tutti in molte cose, ma ci raccomanda di manifestare, col nostro comportamento, la realtà della nostra fede.
Fratelli miei, non siate in molti a far da maestri, sapendo che ne riceveremo un più severo giudizio, poiché tutti manchiamo in molte cose. Se uno non sbaglia nel parlare, è un uomo perfetto, ed è pure capace di tenere a freno tutto il corpo. (Giacomo 3:1-2)
Ma qualcuno dirà: «Tu hai la fede, e io ho le opere»; mostrami la tua fede senza le tue opere e io ti mostrerò la mia fede con le mie opere. Tu credi che c’è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano. Ma vuoi renderti conto, o insensato, che la fede senza le opere è morta? (Giacomo 2:18-20)
Uno solo, Gesù Cristo, non ha conosciuto il peccato e non l’ha commesso.
A questo infatti siete stati chiamati, perché Cristo ha sofferto per noi, lasciandoci un esempio, affinché seguitate le sue orme. «Egli non commise alcun peccato e non fu trovato alcun inganno nella sua bocca». Oltraggiato, non rispondeva con oltraggi; soffrendo, non minacciava, ma si rimetteva nelle mani di colui che giudica giustamente. (1 Pietro 2:21-23)
In Lui non c’era il peccato.
Vedete quale amore ci ha manifestato il Padre, dandoci di essere chiamati figli di Dio! E tali siamo. Per questo il mondo non ci conosce: perché non ha conosciuto lui. Carissimi, ora siamo figli di Dio, ma non è stato ancora manifestato ciò che saremo. Sappiamo che quand’egli sarà manifestato saremo simili a lui, perché lo vedremo com’egli è. E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’egli è puro. (1 Giovanni 3:1-3)
Eppure è stato fatto diventare peccato per noi.
Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui. (2 Corinzi 5:21)
Solo così possiamo averlo come modello e seguire le sue orme.
Esorta similmente i giovani ad essere moderati, presentando in ogni cosa te stesso come esempio di buone opere, mostrando nell’insegnamento integrità, dignità, incorruttibilità, un parlare sano ed irreprensibile, affinché l’oppositore sia svergognato, non avendo nulla di male da dire a vostro riguardo. (Tito 2:6-8)



