Perciò siete ricolmi di gioia, anche se ora dovete essere un po’ afflitti da varie prove, perché il valore della vostra fede, molto più preziosa dell’oro, che, pur destinato a perire, tuttavia si prova col fuoco, torni a vostra lode, gloria e onore nella manifestazione di Gesù Cristo: voi lo amate, pur senza averlo visto; e ora senza vederlo credete in lui. Perciò esultate di gioia indicibile e gloriosa, mentre conseguite la mèta della vostra fede, cioè la salvezza delle anime. (1 Pietro 1:6-9)
Nel senso etimologico del termine, un orefice è un “forgiatore d’oro”. L’orefice lavora il metallo prezioso con precisione, con cura minuziosa.
Dio, come un orefice, si occupa di forgiare i credenti in modo che riproducano più fedelmente la bellezza morale di Cristo. A volte può usare un martello, ossia una prova dura (perdita dell’impiego, fallimento, malattia, lutto), ma lo fa sempre con misura e amore.
Non dobbiamo mai pensare che Dio ci abbandoni quando permette la sofferenza nella nostra vita. Al contrario, è proprio in quei momenti che vuole farci gustare tutte le sue compassioni. Non si sbaglierà mail sul grado di intensità della prova.
Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita e la forza per sopportarla. (1 Corinzi 10:13)
Pensiamo alla pazienza di Giobbe che, attraverso prove terribili, imparò a conoscere se stesso e, soprattutto, la santità, la grandezza e l’amore di Dio.



