Ricerca delle nostre origini

Dov’eri tu quando io gettavo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza. Chi ha stabilito le sue dimensioni, se lo sai, o chi tracciò su di essa la corda per misurarla? Dove sono fissate le sue fondamenta, o chi pose la sua pietra angolare, quando le stelle del mattino cantavano tutte insieme e tutti i figli di DIO mandavano grida di gioia? (Giobbe 38:4-7)

In una rubrica scientifica troviamo scritte le seguenti parole: “Quello che stupisce nella ricerca delle nostre origini è che una risposta a una domanda provoca subito un’altra domanda: se l’uomo è un prodotto del big bang come dicono i cosmologi e gli astrofisici, qual è la causa del big bang?”

Giacomo Monod, inaugurando la sua cattedra di biologia molecolare al Collegio di Francia, dichiarò che l’uomo era emerso “per caso” dall’universo materiale.

Ma un altro celebre fisico, il professore Alfredo Kastler, risponde: “L’idea che l’universo si sia creato da solo mi sembra assurda. Concepisco il mondo soltanto con un creatore, quindi un Dio. Un solo atomo è così complicato, strutturato con tanta intelligenza, che l’universo materialista non ha senso!”

A questo punto meglio ascoltare il Creatore stesso parlarci della sua opera: Nel principio DIO creò i cieli e la terra. (Genesi 1:1)

Egli è l’immagine dell’invisibile Dio, il primogenito di ogni creatura, poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le cose visibili e quelle invisibili: troni, signorie, principati e potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. (Colossesi 1:15-16)

Ascoltiamo ancora quello che Dio annuncia nella sua Parola.

Ora il giorno del Signore verrà come un ladro di notte; in quel giorno i cieli passeranno stridendo, gli elementi si dissolveranno consumati dal calore e la terra e le opere che sono in essa saranno arse. (2 Pietro 3:10)

Tra questi due annunci di Dio è scritta la nostra storia. Essa ha un senso per la gloria di Dio, se sappiamo ascoltare e credere.

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