Parecchi libri e film hanno fatto conoscere la storia del villaggio di Chambon-sur-Lignon nell’Alta Loira, dal 1940 al 1945. In esso circa 5000 Giudei, principalmente bambini, furono accolti e messi al riparo dalle persecuzioni. Con discrezione, essi furono ripartiti nelle fattorie, sovente povere, dei dintorni dove erano nutriti e circondati d’affetto.
Anche se mio padre e mia madre mi avessero abbandonato, l’Eterno mi accoglierebbe. (27:10)
Durante gli anni che seguirono, questi atti di coraggio e di umanità rimasero piuttosto sconosciuti. In effetti coloro che avevano aperto le loro case e i loro cuori, consideravano la cosa come assolutamente normale. Ai giornalisti che venivano per informarsi, una signora anziana aveva l’abitudine di rispondere aprendo la propria Bibbia. Ella leggeva queste parole:
Poiché ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere; fui forestiero e mi accoglieste, fui ignudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui in prigione e veniste a trovarmi”. (Matteo 25:35-36)
Ella spiegava con semplicità e convinzione che Dio chiede di amare il prossimo come se stessi. E’ ciò che essi avevano fatto. Dietro tutta questa devozione si nascondeva una fede solida, fondata su una conoscenza seria della Bibbia. Ecco perché queste persone osavano rischiare la loro vita per salvarne delle altre.
L’Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L’Eterno è la roccaforte della mia vita; di chi avrò paura? Quando i malvagi, miei nemici ed avversari, mi hanno assalito per divorare la mia carne, essi stessi hanno vacillato e sono caduti. Anche se si accampasse un esercito contro di me, il mio cuore non avrebbe paura; anche se scoppiasse una guerra contro di me, anche allora avrei fiducia. (Salmo 27:1-3)
E soprattutto, ecco perché hanno saputo rimanere discrete e umili. Al di là del loro coraggio e della loro bontà, un altro motivo le spingeva ad agire così: essere fedeli a Dio.




