Poi essi arrivarono ad un luogo chiamato Getsemani; ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui, finché io abbia pregato». Quindi prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia; e disse loro: «L’anima mia è grandemente rattristata, fino alla morte; rimanete qui e vegliate». (Marco 14:32-34)
Seguiamo con il pensiero il piccolo gruppo di uomini che esce dalla città e attraversa il torrente Chedron; non siamo forse colti da un intensa commozione? Il nostro Signore “cominciò ad essere spaventato ed angosciato.
La narrazione degli evangeli è molto sobria, prova che i fatti descritti sono inscrutabili. Ma il libro dei Salmi contiene molte espressioni cha annunciano quest’angoscia risentita da Gesù all’approssimarsi della croce.
Salvami, o DIO, perché le acque sono giunte fino alla gola. Sono affondato in un profondo pantano e non trovo alcun punto d’appoggio; sono giunto in acque profonde, e la corrente mi travolge. Sono stanco di gridare, la mia gola è riarsa; i miei occhi si consumano nell’attesa del mio DIO. (Salmo 69:1-3)
O Eterno, ascolta la mia preghiera e giunga a te il mio grido. Non nascondermi il tuo volto nel giorno della mia avversità. Tendi verso di me il tuo orecchio; quando ti invoco affrettati a rispondermi. (Salmo 102:1-2)
Quanto è stato sensibile a tutto ciò che l’odio degli uomini, ch’egli era venuto a salvare, stava per inventare per farlo soffrire!
Oltre alle sofferenze fisiche della crocifissione, stava per conoscere l’ingratitudine e la crudeltà delle sue creature. Ma più di ogni altro dolore, intravedeva le tre ore terribili durante le quali il suo Dio lo avrebbe abbandonato. Perfettamente santo e puro, non poteva che essere “spaventato” davanti alla prospettiva di essere “fatto peccato per noi”.
Poiché egli ha fatto essere peccato per noi colui che non ha conosciuto peccato, affinché noi potessimo diventare giustizia di Dio in lui. (2 Corinzi 5:21)
Andando un poco più lontano dei suoi discepoli, a circa un tiro di sasso, Gesù, postosi in ginocchio, pregava.
E si allontanò da loro, circa un tiro di sasso e, postosi in ginocchio, pregava, dicendo: «Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia volontà, ma la tua». (Luca 22:41-42)
Esiste sempre una distanza tra il credente e il suo Signore, anche quando una comunione intima lo unisce a lui. In un ardente supplicazione, Egli si prostra e chiede che l’ora della croce passi lontano da lui, ma questo non era possibile, poiché come avrebbe potuto esserci accordato il perdono se Gesù non ne avesse pagato il prezzo?




