Benedetto sia il Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, che ci ha benedetti di ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo. (Efesini 1:3)
Dio è il nome generale della Deità, che riflette l’assoluto della Sua natura, come Colui che sussiste per mezzo di Se stesso, inaccessibile all’intelligenza della creatura. Ma il nome Padre implica quello di Figlio, perché i due termini sono strettamente correlati.
Per Gesù Cristo, il nome di Figlio implica, fra le altre cose, la più intima conoscenza delle affezioni del Padre.
Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Dio, che è nel seno del Padre, è quello che l’ha fatto conoscere. (Giovanni 1:18)
Il Padre ora è fatto conoscere nelle attività del Suo amore ineffabile, manifestato nel Figlio eterno.
In questo versetto troviamo i due nomi di Dio e di Padre. Da un lato è stabilita l’impossibilità di conoscere Dio nel Suo essere, come vediamo espresso anche in 1 Timoteo 6:15-16: Dio “abita una luce inaccessibile, che nessun uomo ha visto né può vedere”. D’altro lato lo stesso passo di Giovani 1:18 mostra che ciò che la creatura non può assolutamente scoprire ci è stato rivelato dal Figlio, il solo che conosce il Padre, perché è il Figlio unico “nel seno del Padre”.
Rivelazione meravigliosa! Essa include non solo l’onnipotenza di Dio, non solo il Suo pensiero in sapienza e conoscenza senza limiti, ma anche il Suo cuore nel Suo amore eterno e infinito come Padre.
Soltanto Colui che è “l’unigenito Figlio”, il Signore Gesù, era in grado di rivelare quest’amore che è nella relazione di Padre e Figlio.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato ogni cosa in mano. (Giovanni 3:35)
C’era un amore reciproco fra il Padre e il Figlio; e quest’amore non era qualcosa di nuovo per il Figlio, perché Egli dichiara anche: ” … mi hai amato prima della fondazione del mondo” (Giovanni 17:24). Il Signore Gesù si è quindi rivelato come il Figlio eterno dell’amore del Padre, e come tale si rallegra apertamente, nella Sua comunione con Dio Padre.




