Qualcuno che può comprenderci

I passi dell’uomo sono dall’Eterno; come può quindi l’uomo conoscere la propria via? (Proverbi 20:24)

Feriti dalla vita, disperati, sono numerosi oggi coloro che vogliono finire di vivere un’esistenza insopportabile, coloro la cui angoscia è immensa. Essi hanno un disperato bisogno di amore e di speranza.

Essi non conoscono nulla e non intendono nulla, e camminano nelle tenebre; tutti i fondamenti della terra sono smossi. (Salmo 82:5)

Parecchi personaggi della Bibbia hanno attraversato una così intensa depressione psichica che hanno desiderato morire. Elia, un profeta stanco, ha esclamato:

Quando sentì questo, Elia si levò e se ne andò per mettersi in salvo. Giunse a Beer-Sceba, che appartiene a Giuda, e vi lasciò il suo servo. Egli invece si inoltrò nel deserto una giornata di cammino, andò a sedersi sotto una ginestra e chiese di poter morire, dicendo: «Ora basta, o Eterno! Prendi la mia vita, perché io non sono migliore dei miei padri». (1 Re 19:3-4)

Subito, Dio è venuto in suo soccorso. Gli ha portato alimenti per ridargli delle forze. E gli ha parlato con dolcezza per ridargli del coraggio.

Poi si coricò e si addormentò sotto la ginestra; ma ecco un angelo lo toccò e gli disse: «Alzati e mangia». (1 Re 19:5)

DIO gli disse: «Esci e fermati sul monte davanti all’Eterno». Ed ecco, passava l’Eterno. Un vento forte e impetuoso squarciava i monti e spezzava le rocce davanti all’Eterno, ma l’Eterno non era nel vento. Dopo il vento un terremoto, ma l’Eterno non era nel terremoto. Dopo il terremoto un fuoco, ma l’Eterno non era nel fuoco.

Dopo il fuoco una voce, come un dolce sussurro. Come udì questo, Elia si coperse la faccia col mantello, uscì e si fermò all’ingresso della caverna; ed ecco una voce che gli diceva: «Che fai qui, Elia?». Egli rispose: «Sono stato mosso da una grande gelosia per l’Eterno, per il DIO degli eserciti, perché i figli d’Israele hanno abbandonato il tuo patto, hanno demolito i tuoi altari e hanno ucciso con la spada i tuoi profeti.

Sono rimasto io solo ed essi cercano di togliermi la vita» L’Eterno gli disse: «Va’, rifa’ la strada del ritorno fino al deserto di Damasco; giunto là, ungerai Hazael come re di Siria. Ungerai pure Jehu, figlio di Nimsci, come re d’Israele; ungerai quindi Eliseo, figlio di Shafat di Abel-Meholah, come profeta al tuo posto. Così chiunque scamperà dalla spada di Hazael, sarà ucciso da Jehu; e chiunque scamperà dalla spada di Jehu, sarà ucciso da Eliseo. Ma ho lasciato in Israele un residuo di settemila uomini, tutti che non hanno piegato le loro ginocchia davanti a Baal e che non l’hanno baciato con la loro bocca». (1 Re 19:11-18)

Giona, un altro profesta che aveva annunciato la punizione di una grande città, si adira perché Dio fa grazia ai suoi abitanti che gli hanno chiesto perdono:

Quando si levò il sole DIO procurò un afoso vento orientale, e il sole picchiò sul capo di Giona, che si sentì venir meno e chiese di morire, dicendo: «Per me è meglio morire che vivere». (Giona 4:8)

Dio ha cura di spiegare a Giona la ragione della sua misericordia: è la sua bontà verso gli uomini e ha pietà di tutte le su creature.

DIO disse a Giona: «Ti pare giusto adirarti così per la pianta?». Egli rispose: «Sì, è giusto per me adirarmi fino alla morte». Ma l’Eterno disse: «Tu hai avuto compassione per la pianta per cui non hai faticato né hai fatto crescere, e che in una notte è cresciuta e in una notte è perita. E non dovrei io aver compassione di Ninive, la grande città, nella quale ci sono centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra, e una grande quantità di bestiame?». (Giona 4:9-11)

E Giobbe, colpito duramente dal lutto e dalla malattia, aspettava una morte che non giungeva e si lamentava:

«Sono nauseato della mia vita; darò libero sfogo al mio lamento, parlando nell’amarezza dell’anima mia! Dirò a Dio: “Non condannarmi! Fammi sapere perché contendi con me. (Giobbe 10:1-2)

Allora Dio gli parla di vita e gli mostra la sua tenerezza e le cure che ha anche per la più infima tra le sue creature. Giobbe può dire alla fine:

Dio ha riscattato la mia anima, perché non scendesse nella fossa e la mia vita può vedere la luce. (Giobbe 33:28)

Confida nel Signore e nella sua Parola e troverai la giusta strada.

Gli uomini malvagi non comprendono la giustizia, ma quelli che cercano l’Eterno comprendono ogni cosa. (Proverbi 28:5)

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *