I diescepoli avevano sperimentato personalmente l’amore di Gesù, non solo in alcune azioni isolate, ma nel Suo carattere, nelle Sue parole, nella Sua essenza.
Ora mi rallegro nelle mie sofferenze per voi, e a mia volta compio nella mia carne ciò che manca ancora alle afflizioni di Cristo per il suo corpo, che è la chiesa, di cui sono stato fatto ministro, secondo l’incarico che Dio mi ha affidato per voi, per presentare compiutamente la parola di Dio, il mistero che fu tenuto nascosto per le passate età e generazioni, ma che ora è stato manifestato ai suoi santi, ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria, che noi annunziamo, ammonendo e ammaestrando ogni uomo in ogni sapienza, per presentare ogni uomo perfetto in Cristo Gesù; e per questo mi affatico combattendo con la sua forza che opera in me con potenza. (Colossesi 1:24-29)
L’apostolo Paolo testimoniò, mentre parlava di Gesù in casa di un centurione romano di nome Cornelio nella città di Cesarea:
Voi sapete ciò che è accaduto per tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo che Giovanni predicò: come Dio abbia unto di Spirito Santo e di potenza Gesù di Nazaret, il quale andò attorno facendo del bene e sanando tutti coloro che erano oppressi dal diavolo, perché Dio era con lui. (Atti 10:37-38)
L’apostolo Giovanni, insieme agli altri discepoli fu, oltre tre anni in compagnia di Gesù, aveva visto la compassione che Gesù aveva per i poveri, i derelitti, i malati e quanti erano oppressi.
E noi abbiamo conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi. Dio è amore; e chi dimora nell’amore dimora in Dio e Dio in lui. (1 Giovanni 4:16)
L’apostolo Paolo si rammarica di quelli che:
Essi fanno professione di conoscere Dio, ma lo rinnegano con le opere, essendo abominevoli, disubbidienti e incapaci di ogni opera buona. (Tito 1:16)
E’ molto importante che ognuno di noi possa testimoniare di conoscerlo, ma ancora di più seguirlo fedelmente.




