Io riprendo e castigo tutti quelli che amo; abbi dunque zelo e ravvediti. (Apocalisse 3:19)
Spesso, come genitori, abbiamo l’impressione di mancare l’obbiettivo, quando dopo una marachella perdonata ne segue subito una più grande; purtroppo i bambini dimenticano facilmente i divieti.
Eppure li amiamo! Li perdoniamo e fingiamo di credere alle loro promesse e buone intenzioni ma, nondimeno, li riprendiamo.
“Mamma mi vuoi bene?” Spesso mia figlia mi pone questa domanda. “Certo che ti voglio bene”, è sempre la mia risposta e la rassicuro con un abbraccio.
“Se mi vuoi bene, perché mi rimproveri sempre?” – “Perché voglio che impari ad ubbidire, perché le cose che ti dico sono sempre per il tuo bene”.
Anche se cerchiamo di parlare in maniera semplice è, difficile per un bambino capire che le punizioni sono necessarie per la sua buona educazione.
Ora, perché mi chiamate, “Signore, Signore”, e non fate quello che dico? (Luca 6:46)
Come un genitore cerca di educare e riprendere i propri figli, per il loro bene, così anche Dio cerca di metterci sulla giusta strada per il nostro bene. Avvolte per farlo deve riprenderci più volte o addirittura punirci, ma il suo unico obbiettivo è la nostra salvezza e la nostra crescita spirituale.
Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo, finché giungiamo tutti all’unità della fede e della conoscenza del Figlio di Dio, a un uomo perfetto, alla misura della statura della pienezza di Cristo, affinché non siamo più bambini, sballottati e trasportati da ogni vento di dottrina, per la frode degli uomini, per la loro astuzia, mediante gli inganni dell’errore, ma dicendo la verità con amore, cresciamo in ogni cosa verso colui che è il capo, cioè Cristo. (Efesini 4:11-15)




